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Un’automobile su Marte

Un’automobile su Marte

di Adriano V. Autino

Ieri Space X ha lanciato per la prima volta Falcon Heavy, un razzo di dimensioni simili a quelli che portarono gli astronauti delle missioni Apollo sulla Luna. Come ampiamente illustrato dai molti media specialistici del settore e da pochi media generalistici (che trattano la notizia come una eccentrica curiosità), Space X è un’azienda privata; anzi, la prima industria privata capace di competere alla pari con la NASA. Competere per modo di dire, visto che Space X è anche fornitore della NASA. Ed è proprio grazie, anche, a questi contratti che Musk può disporre dei capitali necessari a sviluppare le proprie tecnologie.

Il Falcon Heavy è il razzo più potente mai costruito, con la sola eccezione del Saturn V, che portò le missioni Apollo sulla Luna, ed era in grado di sollevare 140 tonnellate; però fu costruito esclusivamente per le missioni Apollo, e non venne mai più costruito in seguito. Falcon Heavy è alto 70 metri e può portare nello spazio carichi utili fino 63,8 tonnellate in orbita terrestre bassa (LEO), 26,7 in orbita di trasferimento geostazionaria (GTO), 16,8 su Marte, 3,5 su Plutone. Il primo stadio è composto da tre moduli Falcon 9, che sono tornari tutti e tre  a Terra dopo il lancio.

Emtusiasmante? Molto. Ho guardato con grande eccitazione il lancio di Falcon Heavy ed il rientro dei booster live, sul sito di Space X, la colonna sonora era nientemeno che David Bowie, “Life On Mars”… In un video di animazione (online da prima del lancio) si vede la Tesla rosso ciliegia decapottabile, con alla guida un astronauta in tuta spaziale, che si avvicina a Marte… Falcon-Heavy può portare in orbita più del doppio del lanciatore più prossimo, Delta IV Heavy, ad un terzo del costo.

Siamo sulla strada giusta, anche se stiamo sempre ancora parlando di portare in orbita dei materiali (carico utile), e non passeggeri civili non addestrati. Attenzione però, sul volo inaugurale di Falcon-Heavy c’è un “carico utile” particolare, una Tesla Roadster. O forse in questo caso dovremmo parlare di “carico inutile”, e tuttavia fortemente simbolico. Si tratta infatti di un “payload” che parla direttamente al cuore industriale degli imprenditori terrestri. Elon Musk ci sta dicendo, con il suo linguaggio basato più sui fatti che sull’esposizione di concetti: guardate che io voglio portarvi lassù a continuare la vostra vita terrestre con altri mezzi, in un altro ambiente, molto più grande, in cui i gradi di libertà e di inventiva si moltiplicano in tutte le direzioni, con progressione geometricamente sferica!

Ma, passare dai sistemi di trasporto materiali ed astronauti addestrati a veicoli di trasporto di passeggeri civili a basso costo è un cammino lineare, che si sviluppa senza soluzione di continuità? La risposta è purtroppo un NO. Affinchè la metafora dell’auto nello spazio si traduca in attività industriali vere (umane) nello spazio, i sistemi di trasporto ed alloggiamento di passeggeri civili non addestrati sono essenziali. Ed è qui che sta un aspetto fondamentale, che occorre capire. Dobbiamo comprendere appieno la differenza tra l’accesso generico all’orbita a basso costo ed il trasporto orbitale di passeggeri civili a basso costo. Il primo processo si sta verifcando, grazie a Space X, Cina ed India. Ma, per ora, solo il settore del turismo spaziale, un settore che ancora in attesa di dare inizio ai voli commerciali, punta all’obiettivo del trasporto di passeggeri civili, limitatamente alla quota suborbitale. Inoltre, la prospettiva del trasporto e dell’alloggiamento di civili nello spazio ha molti ostacoli ed oppositori, e non potrà svilupparsi appieno senza decisioni politiche chiare. Sono infatti coinvolti sia i privati, per gli aspetti tecnologici, sia la ricerca pubblica, per gli aspetti scientifici, sia la giurisprudenza. Almeno: veicoli di trasporto a basso costo, bassa accelerazione, elevata sicurezza (tecnologia), rientro in atmosfera più sicuro e più morbido (tecnologia), manovrabilità interorbitale (tecnologia), protezione contro le radiazioni cosmiche (scienza), gravità artificiale (scienza), sistema di diritto spaziale per consentire e regolare attività commerciali che sfruttano risorse extraterrestri (giurisprudenza).

Il 2ndo congresso nazionale di Space Renaissance Italia metterà in luce questa urgenza e proverà a definire un’agenda per il nostro Paese. L’Italia può essere prima nello sviluppo delle tecnologie abilitanti e delle ricerche scientifiche necessarie per avviare l’industrializzazione dello spazio geo-lunare, come fattore strategico di sviluppo da qui al 2025.

Sono aperte le iscrizioni, sia individuali che corporate, al congresso, che si terrà a Bologna, il 18 e 19 maggio, presso l’INAF.

Per le aziende, un’offerta speciale di sponsorizzazione!

 

Posted by ADRIANO AUTINO in Blog, News, Press, Stampa
L’Italia leader dell’industrializzazione dello spazio

L’Italia leader dell’industrializzazione dello spazio

Si è svolto come previsto a Fino Mornasco, il 4 dicembre 2017, il meeting precongressuale di Space Renaissance Italia. Iniziato alle 16.00 anziché alle 14.00, a causa di una panne dell’auto di Autino in autostrada (auto – autino – autostrada… J), il meeting ha visto svilupparsi una buona discussione sui temi del congresso nazionale di Space Renaissance Italia, che si svolgerà all’INAF di Bologna, il 18 e 19 maggio 2018. È previsto un secondo incontro a Gennaio, a Roma, incontro che sarà confermato non appena avremo la certezza della data.

Autino ha focalizzato l’obiettivo principale del congresso: portare in primo piano, in Italia, il tema dello spazio, la dimensione verticale verso l’alto, come importantissimo vettore di sviluppo industriale ed economico. Vi sono infatti attività caratterizzate da grande ritorno di investimento a breve medio termine, nelle quali l’Italia può giocare un ruolo di leader. Ad esempio: sistemi di trasporto passeggeri civili a basso costo, manovrabilità interorbitale, recupero e riutilizzo di detriti e rottami orbitali, assemblaggio di satelliti in orbita. Grazie alla sua grande tradizione umanista, di attenzione alla persona, l’Italia può prendere la guida anche delle ricerche chiave, per l’espansione della civiltà nello spazio: la protezione della vita dalle radiazioni cosmiche, la gravità artificiale, sicurezza del rientro in atmosfera, ecosistemi artificiali, habitat spaziali adatti alla lunga permanenza e ad attività industriali. Fra l’altro su alcuni di questi temi già si sono svolte in passato o si svolgono importanti ricerche. Ad esempio il CIRA di Capua svolge da anni ricerche per  migliorare la sicurezza del rientro in atmosfera e per la manovrabilità interorbitale, due temi chiave per il trasporto di passeggeri civili e lo svolgimento di attività industriali in orbita. Ed è italiano il piccolo lanciatore Vega, che ha contribuito per la sua parte ad abbattere i costi del trasporto terra orbita, anche prima di Space X. Tutto questo, e molto altro, va portato alla luce ed ampliato. Occorre incoraggiare molte aziende, startup e non, a seguire l’esempio di D ORBIT, la prima azienda al mondo ad occuparsi di decommissioning satellitare…

Durante la discussione sono stati toccati argomenti per noi molto rilevanti, come la necessità di aumentare l’informazione verso il pubblico in generale, sia sull’utilità dello spazio per la vita sulla terra — il tema classico delle ricadute — sia sulla necessità di aumentare la consapevolezza dell’estrema urgenza di iniziare l’espansione civile nello spazio entro i prossimi dieci o quindici anni. Per poter iniziare realmente l’attività industriale nello spazio geolunare, è stato detto, occorre superare almeno due osctacoli determinanti. Uno è il trasporto di passeggeri civili nello spazio. Si noti che trasportare civili è ben diverso dal trasportare astronauti addestrati… occorrono veicoli a decollo orizzontale, caratterizzati da accelerazioni più morbide e graduali. Per recuperare detriti e rottami orbitali occorre una capacità di manovra interorbitale molto maggiore, rispetto all’attuale. Da notare che questo tema sembra interessare per ora solo ai militari, e quindi nessuno ne parla. Di questi temi invece parleremo a fondo durante il congresso. Nella sessione dedicata all’ecologia cosmica parleremo anche della difesa dalle radiazioni cosmiche, di soluzioni per la gravità artificiale, e di giardinaggio spaziale. Altro tema di grande importanza: se vogliamo vivere ed abitare nello spazio, e non soltanto svolgere missioni esplorative, abbiamo assolutamente bisogno sia del regno vegetale che di quello animale, componenti essenziali del nostro ambiente vitale. Anche sui temi scientifici l’Italia può dire la sua, e facilmente posizionarsi come leader mondiale. Daniele Leoni ricorda che, ad esempio, in epoca abbastanza recente, il prof. Battiston (oggi presidente dell’ASI), condusse una ricerca, in partnership tra l’università di Trento e proprio l’INAF di Bologna, su uno scudo magnetico di protezione dalle radiazioni cosmiche… Che fine ha fatto quello studio? E’ continuato? Potrà continuare? Gli sarà dato il rilievo che merita?

Sui temi del congresso torneremo con grande frequenza, in questi mesi che precedono il congresso. Continuate a seguirci!

Ed iscrivetevi al congresso!

La discussione è stata in gran parte videoregistrata. Questa la relazione introduttiva di Adriano Autino

Redazione di Space Renaissance Italia.

Posted by ADRIANO AUTINO in Blog, News, Press, Senza categoria, Stampa
La dichiarazione di Space Renaissance International sullo sviluppo civile nello spazio

La dichiarazione di Space Renaissance International sullo sviluppo civile nello spazio

Il manifesto filosofico di Space Renaissance ha quasi dieci anni, ma conserva intatta tutta la sua attualità. Nel corso di questi anni parecchie centinaia di persone lo hanno sottoscritto, da molti Paesi del mondo.

Con il suo secondo congresso mondiale, svoltosi nell’Ottobre 2016, Space Renaissance International ha deciso di passare dal ruolo principalmente di testimonianza, che l’aveva caratterizzata durante i primi anni e successivamente al primo congresso mondiale, svoltosi nel 2011, ad un ruolo più attivo, di pressione politica e di lobbying presso i governi ed i rappresentanti politici più sensibilie alle tematiche spaziali, nei Paesi in cui esistono chapter organizzati, ed anche verso le istituzioni internazionali, come l’ONU.

Il Board ha quindi avvertito l’esigenza di sintetizzare, in un testo breve e di veloce lettura, le posizioni e gli obiettivi emersi dall’ultimo congresso. In estrema sintesi, si tratta di proporre con forza il programma di espansione civile nello spazio esterno, spiegandone non solo le motivazioni filosofiche, ma anche l’enorme convenienza e le immense opportunità economiche e sociali.

E’ nostra convinzione che la ripresa economica che è in atto in parecchi paesi si debba in parte, o forse sostanzialmente, alla grande speranza di nuovo sviluppo accesa dal sucesso di Space X con i suoi lanciatori riutilizzabili, ormai prossimi all’utilizzo di routine, ed al conseguente abbassamento del costo dei trasporti Terra-Orbita. Non siamo ancora ai veicoli di trasporto passeggeri civili a basso costo, interamente riutilizzabili, ma è l’inizio del rinascimento spaziale, di quel processo che può portare aduna stagione di sviluppo che chi ha vissuto la sua intera vita di lavoro in mezzo alle temperie delle crisi ricorrenti ha sinora solo potuto sognare.

La Dichiarazione del Rinascimento Spaziale esordisce con il sogno, infatti, il sogno astronautico che abbiamo cullato per tanti anni, e che può finalmente diventare realtà. E poi delinea, in modo conciso ed essenziale, i passi essenziali che sono richiesti alla politica ed ai cittadini dei paesi di questo pianeta, ai quali si chiede di immaginare se stessi, o i loro figli, membri di comunità non terrestri, cittadini di Lagrange City, Asteropolis, Selenopolis… viaggiando nello spazio come oggi si viaggia in aereo o in treno, nel benessere che deriverà dai mille mestieri, sia nuovi che tradizionali, che nasceranno in quei contesti spaziali, ed a Terra, nelle filiere industriali che si svilupperanno per servire il mercato spaziale.

La Dichiarazione è stata concepita come un appello da firmare, ed anche come un testo facilmente scaricabile, riproducibile, caricabile su social network e siti web, stampabile per distribuirla a conferenze e riunioni, per farne oggetto di discussione e di proposta.

Leggi qui la versione in lingua Italiana della Dichiarazione del Rinascimento Spaziale.

Posted by ADRIANO AUTINO in Annunci programmatici, Blog, News, Press
Il comunicato di Stefano Antonetti, dopo l’incontro di Space Renaissance Italia del 17 Luglio 2017

Il comunicato di Stefano Antonetti, dopo l’incontro di Space Renaissance Italia del 17 Luglio 2017

Questo il commento di Stefano Antonetti, coordinatore nazionale di Space Renaissance Italia, il giorno dopo l’incontro di Space Renaissance Italia, che si è tenuto nella sede D ORBIT di Fino Mornasco, in provincia di Como, fra l’altro anche sede di Space Renaissance Italia, per gentile concessione di D ORBIT.

L’evento di ieri qui nella sede di D-Orbit è stato un successo. Abbiamo avuto una eccellente discussione sui punti in agenda, vale a dire l’evento sui 50 anni dell’Outer Space Treaty, che si terrà a Roma in ASI a Ottobre, e sul cogresso nazionale del 2018. Il CEO di D-Orbit Luca Rossettini ha poi presentato le nuove facilities di D-Orbit ai presenti, prima del concerto del duo SoulSight Duo di Elena e Domenico, che sono stati, senza mezzi termini, eccezionali!!

La serata si è conclusa con un piccolo aperitivo e con il collegamento con il satellite D-SAT nella sua finestra serale.
Il Sindaco, Vice-Sindaco e Assessore all’Istruzione del Comune di Fino Mornasco ci hanno, tra gli altri, fregiato della loro presenza.

Volevo sinceramente ringraziare tutti i soci per il supporto, e i presenti per la partecipazione, in particolare Elena, Domenico, Adriano e Daniele che moltissimo hanno contribuito. Sono momenti come questi che rendono ulteriormente piacevole il nostro lavoro: esperienza assolutamente da ripetere.

Non ci resta che lavorare duro ora per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, in particolare l’evento di ottobre in ASI, che molto influenzerà sulla credibilità della nostra associazione.

Qui potete vedere tutti i video registrati durante la giornata.

Posted by ADRIANO AUTINO