
NEWSLETTER SRI 30 GENNAIO 2026 di Dennis O’Brien
Space Renaissance International (SRI) è osservatore permanente presso il Comitato delle Nazioni Unite per l’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico (COPUOS). Attualmente stiamo promuovendo:
1. La proprietà delle risorse estratte dal loro luogo di origine (all’esame del Gruppo di lavoro del COPUOS sugli aspetti giuridici delle attività relative alle risorse spaziali);
2. Lo status di consulente permanente per il settore privato in qualsiasi nuovo meccanismo di consultazione proposto dall’ATLAC (Gruppo di azione del COPUOS sulla consultazione delle attività lunari);
3. Il riconoscimento del diritto di asilo nello spazio extra-atmosferico, come garantito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Convenzione sui rifugiati;
4. Il riconoscimento del diritto allo sviluppo, come affermato nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto allo sviluppo, “un diritto umano inalienabile di ogni persona e popolo di partecipare, contribuire e godere del progresso economico, sociale, culturale e politico, che porta a un miglioramento del benessere, della libertà e della dignità”.
Giurisdizione e controllo: l’articolo VI del Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967 stabilisce che “gli Stati parti del trattato sono responsabili a livello internazionale delle attività nazionali nello spazio extra-atmosferico… Le attività di entità non governative nello spazio extra-atmosferico, compresa la Luna e altri corpi celesti, richiedono l’autorizzazione e la supervisione continua da parte dello Stato parte del trattato competente”. Tale giurisdizione e controllo possono essere condivisi da più Stati: “Quando le attività nello spazio extra-atmosferico, compresa la Luna e altri corpi celesti, sono svolte da un’organizzazione internazionale, la responsabilità del rispetto del presente trattato è assunta sia dall’organizzazione internazionale che dagli Stati parti del trattato che partecipano a tale organizzazione.
Più Stati possono anche ricorrere a un accordo operativo per disciplinare le attività quando collaborano, come nel caso della Stazione Spaziale Internazionale. Gli Stati mantengono la giurisdizione sui propri cittadini anche quando questi si trovano nello spazio controllato da un altro Stato (OST, articolo VIII), a meno che l’individuo non chieda asilo (vedi sopra).
Molti paesi e organizzazioni prevedono insediamenti permanenti nello spazio. Tali insediamenti possono cercare di diventare regioni autonome, pur rimanendo sotto la giurisdizione di uno o più stati, ma in grado di governare i propri affari locali. Un buon esempio è quello delle Samoa Americane, dove il governo federale degli Stati Uniti è responsabile della politica estera e della difesa, mentre il parlamento locale samoano è responsabile di quasi tutto il resto.
In definitiva, gli insediamenti spaziali cercheranno probabilmente l’indipendenza, come drammatizzato da Robert Heinlein in La Luna è una severa maestra e da Isaac Asimov in Il modo marziano. La Convenzione di Montevideo del 1934 stabilisce quattro requisiti minimi: (a) una popolazione permanente; (b) un territorio definito; (c) un governo; e (d) la capacità di intrattenere relazioni con gli altri Stati. Il riconoscimento da parte di altri Stati sovrani, sebbene non richiesto, è certamente auspicabile. Quando un insediamento dichiara la propria indipendenza, non è più vincolato dal Trattato sullo spazio extra-atmosferico, ma probabilmente cercherà di aderirvi a condizione che venga riconosciuto il territorio che rivendica.
SRI continuerà a produrre documenti e presentazioni sugli aspetti legali dei coloni e degli insediamenti nello spazio extra-atmosferico a sostegno degli sforzi dell’umanità per espandersi nello spazio. Maggiori informazioni al nostro Congresso mondiale SRI, dal 30 giugno al 4 luglio.
TERZO CONGRESSO NAZIONALE di Space Renaissance Italia – Università di Catanzaro 13 e 14 Giugno 2025
Dopo il primo Congresso Nazionale, tenutosi nel 2014 presso il Politecnico di Milano ed il secondo, svoltosi all’Istituto INAF di Bologna nel 2018, Space Renaissance Italia ha iniziato la preparazione del suo terzo Congresso “Economia cislunare e sviluppo civile dello spazio, il ruolo chiave dell’Italia”, che si terrà il 13 e 14 giugno 2025 nella sede dell’ Università Magna Grecia di Catanzaro.In uno scenario mondiale caratterizzato da crisi economiche ed ambientali, cui si aggiungono crescenti conflitti e guerre devastanti, lo sviluppo civile dello spazio appare come strategia unica ed essenziale, capace di rovesciare le tendenze devolutive ed implosive, e di rimettere la civiltà saldamente sulla strada dell’evoluzione e dello sviluppo sostenibile.È ormai chiaro che i più di otto miliardi di cittadini del Pianeta Terra non hanno alcuna prospettiva di sviluppo sostenibile, rimanendo chiusi entro i limiti del nostro mondo come lo abbiamo conosciuto sinora. L’avvento dei lanciatori riutilizzabili – ormai di uso comune da 10 anni – ha innescato una vera rivoluzione nel settore aerospaziale, determinando una costante diminuzione dei costi di qualsiasi missione spaziale, ed aprendo così il mercato a migliaia di nuove aziende, che trovano nello sviluppo civile dello spazio un orizzonte di crescita che oggi non viene offerto da nessun altro settore.
L’eccellenza della ricerca spaziale italiana ha già posizionato il nostro paese tra i leader europei e mondiali, non solo in settori tradizionali, quali le tecnologie satellitari di comunicazione ed osservazione della terra, ma anche nel settore dell’esplorazione, contribuendo alla realizzazione di moduli della ISS, ed oggi del Gateway Lunare, di missioni automatizzate ai limiti del Sistema Solare, fino ai piccoli lanciatori a basso costo, alle tecnologie di de-orbiting dei satelliti al termine del ciclo di vita, ed iniziative di ricerca per la protezione dalle radiazioni solari e cosmiche, al miglioramento delle condizioni di rientro in atmosfera, e tante altre.
Le tematiche che i nostri esperti discuteranno hanno tutte l’obiettivo di configurare nello spazio una zona di comfort per l’essere umano, tenendo conto delle criticità che la vita nello spazio comporta. La Terra è un corpo celeste immerso nel cosmo, sul quale si sono determinate le condizioni per la nascita e la sopravvivenza della vita, compresa un’atmosfera respirabile ed uno scudo magnetico, a schermare le letali radiazioni provenienti dal sole e dallo spazio cosmico. Quando si delinea l’espansione della civiltà nello spazio come strada obbligata per gli oltre miliardi di cittadini terrestri, occorre sviluppare quanto necessario per proteggere la vita e la salute degli umani e di altre forme di vita che porteremo con noi, negli habitat spaziali. Occorre risolvere il problema dei detriti orbitali, per permettere la navigazione spaziale, ed anche per trarre profitto dall’enorme quantità di materiali in orbita. L’uomo dovrà avere protezione, i diritti umani dovranno essere garantiti, da tutti i punti di vista, aggiornando il sistema normativo spaziale. Mentre lo sviluppo spaziale, rilanciando lo sviluppo economico e culturale, costituirà un formidabile fattore di sostegno per il mantenimento e l’allargamento dei diritti umani sulla Terra.
L’energia è un fattore centrale per lo sviluppo sostenibile. Lo sviluppo spaziale civile può contribuire a risolvere il problema della enorme crescita della domanda di energia elettrica, determinata dai grandi data server per l’intelligenza artificiale, la moneta elettronica e la mobilità elettrica. Delocalizzare le grandi data farm in orbita, nello spazio cislunare e sulla luna, potrebbe essere una soluzione, per diminuire la crescente domanda energetica terrestre, e rendere quindi possibile una vera transizione verde, senza penalizzare il grande sviluppo culturale portato dalle tecnologie emergenti?
Altro grande tema: il mondo ha bisogno di pace. Lo spazio fornisce risposte, anche a questa domanda, sempre più urgente e pressante. Space Renaissance International ha proposto sia ad ARTEMIS che alla ILRS, di piantare una bandiera dell’ONU sulla Luna. I rami d’ulivo della bandiera stanno a significare la pace, e la mappa rappresenta i popoli del mondo. Il tema della pace unisce tutti, e lo spazio è un alfiere della pace, sin dagli albori dell’esplorazione spaziale: astronauti e cosmonauti hanno sempre collaborato, dall’incontro Apollo-Sojuz, alla MIR, all’ISS, anche quando sulla Terra soffiano venti di guerra, come disgraziatamente succede anche oggi.
La politica spaziale italiana ed europea è il tema centrale proposto dal Congresso. Come ci si sta attrezzando per sviluppare un veicolo riutilizzabile europeo, su che cosa stiamo lavorando nel contesto del programma ARTEMIS. Che cosa si muove, in Italia, sul tema di trasportare ed alloggiare passeggeri civili nello spazio, in contesti sia turistici che di lavoro, sullo sviluppo di habitat a gravità simulata, costruire officine orbitali per la raccolta e riutilizzo dei detriti spaziali, attività minerarie sulla luna e sugli asteroidi vicini alla Terra. Tutti temi di grande interesse ed attualità, sulla linea di partenza, in attesa febbrile del fischio di inizio: l’allunaggio di ARTEMIS e/o della ILRS. L’Italia può essere capofila in Europa e nel mondo, adottando una strategia centrata sui bisogni e sulle aspirazioni dei cittadini terrestri, i giovani che saranno cittadini, imprenditori e lavoratori degli insediamenti lunari e cislunari, in un domani ormai non così lontano.
Proporremo ai relatori anche di confrontarsi sulle grandi iniziative di Space Renaissance International, in primo luogo il 18mo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile, Spazio per tutti, sulla Terra e d oltre, da aggiungere all’agenda ONU del 2030 (i 17 SDG). Dal 2015, i razzi riutilizzabili hanno drasticamente ridotto il costo del trasporto Terra-Orbita. Questo processo sta aprendo la strada allo sviluppo civile dello spazio, a beneficio di tutti i popoli del Pianeta Terra.
5 sessioni:
- Una bandiera dell’ONU sulla Luna! Lo sviluppo spaziale per la pace, “Così in Cielo come in Terra”
- Energia, fattore chiave dello sviluppo sostenibile – Soluzioni spaziali, BigDataFarms@Space
- La Terra è un corpo celeste immerso nel cosmo – La vita e la salute a Terra e nello spazio
- La politica spaziale Italiana ed Europea – Riutilizzabili, stazioni orbitali commerciali, veicoli di trasporto passeggeri, il punto della situazione
- I Giovani e lo Spazio – sessione aperta ai contributi degli studenti universitari e delle scuole secondarie
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COMUNICATO STAMPA – SDG18 Spazio per tutti, sulla Terra e oltre: 49 Entità spaziali terranno una sessione per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 settembre 2023
— 25.08.2023 – Per pubblicazione immediata —
Space Renaissance International (SRI) e la National Space Society (NSS), a nome di 49 organizzazioni promotrici dello spazio (l’alleanza è in crescita), ospiteranno un panel alle Nazioni Unite a New York, il 15 settembre 2023, dalle 9:30 alle 18:00, per presentare ufficialmente la loro proposta di un 18° Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG), incentrato sullo sviluppo spaziale, da aggiungere all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile.
Il panel (ibrido) si svolgerà nel quartiere delle Nazioni Unite, United Nations Plaza, 777 11th Floor, proprio di fronte alla sede delle Nazioni Unite.[1]
Oltre a SRI e NSS, la coalizione comprende la Mars Society, la Lifeboat Foundation, lo Human Space Program, la Moon Society, il Beyond Earth Institute, la Space Development Foundation, la EarthLight Foundation, agenzie spaziali, istituzioni educative e altre organizzazioni. L’elenco completo dei Co-promotori è disponibile online all’indirizzo: https://spacerenaissance.space/the-space18sdg-proposer-organizations/.
La proposta del 18° SDG è stata inizialmente annunciata alla 66a sessione del COPUOS delle Nazioni Unite (il 5 giugno 2023) da Karlton Johnson (a nome della NSS, di SRI e della coalizione dei Co-promotori). Il 18° SDG promuove lo sviluppo spaziale universale e sostenibile, lo spazio per tutti, sulla Terra e oltre. La coalizione promotrice dello Space 18th SDG sottolinea l’enorme significato sociale dei 17 SDG e del 2030 – una data critica e un punto di svolta fondamentale nella storia dell’umanità. Prima di questa data, devono essere intrapresi alcuni passi significativi per garantire la piena sostenibilità dello sviluppo umano, avviando l’espansione della vita, delle comunità, delle attività civili e del bioma terrestre oltre i limiti del pianeta Terra. Queste attività richiederanno un impegno globale forte e sostenibile per una strategia che faciliti e promuova la ricerca e l’impegno finanziario in grado di ridurre significativamente il costo dei veicoli spaziali e dei voli spaziali, di proteggere la vita e la salute umana nello spazio e di progettare ecosistemi chiusi con vegetazione e acqua al loro interno. Il 18° SDG proposto si concentrerà su questi e altri obiettivi, consentendo allo sviluppo spaziale di contribuire in modo significativo a migliorare lo sviluppo e la sostenibilità globali, e sollecitando tutti gli operatori interessati a fare la loro parte per vincere questa grande sfida.
Come affermato nella risoluzione delle Nazioni Unite del 1986, lo “sviluppo” è un diritto civile universale[2]. Di conseguenza[3], i terrestri devono ora collaborare con decisione per espandere la civiltà nello spazio esterno, popolando lo spazio geo-lunare e il sistema solare con comunità e attività industriali, spostando progressivamente il nostro sviluppo industriale oltre la superficie terrestre, consentendo agli ecosistemi planetari della Terra di ripristinarsi, alla fauna terrestre di ringiovanire, agli oceani di riprendersi e all’inquinamento ambientale di essere mitigato.
L’aggiunta di un 18° SDG all’Agenda 2030 per promuovere lo sviluppo sostenibile dello spazio fornirà anche informazioni urgenti ed essenziali al pubblico sulle profonde ragioni umanistiche dell’espansione della civiltà oltre la Terra.
“Space4All favorisce lo sviluppo della scienza, della tecnologia, della pace, dell’economia, dell’istruzione ed è di grande ispirazione per tutti i cittadini. La sua estensione sulla Terra e oltre è fondamentale per la sopravvivenza del nostro ecosistema, per il progresso, per un’eredità responsabile e per il Rinascimento spaziale per il nostro futuro”, afferma Bernard Foing, Presidente di Space Renaissance International.
Alfred Anzaldúa, National Space Society (NSS), membro del Board, coordinatore NSS presso UN COPUOS: “Un 18° SDG spaziale sarebbe un faro per guidare la vita terrestre nello spazio e contribuire a realizzare i 17 SDG a lungo termine. Le risorse della Terra sono limitate, mentre lo spazio e le sue risorse sono virtualmente infinite. Solo espandendo nello spazio le comunità umane e le forme di vita che ne supportano l’esistenza, potremo raggiungere la sostenibilità a lungo termine per gli esseri umani e le forme di vita di supporto ovunque, anche sulla Terra”.
Adriano V. Autino, fondatore di Space Renaissance International: “Il quinquennio 2025-2030 potrebbe essere il periodo più critico della storia dell’umanità, in cui diversi processi sociali, economici e ambientali arriveranno a un punto di rottura combinato. A fronte di tante prospettive desolanti, l’unica prospettiva in grado di dare speranza e forza psicologica alle persone di buona volontà del Pianeta Terra è quella di dare il via all’espansione della civiltà nello spazio, prima del 2030. Questo è il significato profondo dello Space 18° SDG”.
Scopri come unirti alla coalizione Space18thSDG e sostenere la proposta: https://space18thsdg.space/
Segui il Panel del 15 settembre su YouTube: https://youtube.com/live/3dyrsT5jtaM
Firma la petizione per #Space18SDG su Change.org: https://www.change.org/space18sdg
Contatti:
- adriano.autino@spacerenaissance.org +39 335 8244435
- alfred.anzaldua@nss.org +1 520 4095797
[1] NOTA: la sessione si svolge nel centro del quartiere ONU a New York, di fronte al Quartier Generale delle Nazioni Unite, in concomitanza con l’Assemblea Generale n. 78, 2023. La sessione non è comunque in alcun modo riconosciuta né patrocinata dall’ONU.
[2] Dichiarazione sul diritto allo sviluppo adottata il 4 dicembre 1986 dall’Assemblea Generale con la risoluzione 41/128 https://www.ohchr.org/en/instruments-mechanisms/instruments/declaration-right-development
[3] “Siamo impegnati a rendere il diritto allo sviluppo una realtà per tutti e a liberare l’intera razza umana dal bisogno”. La risoluzione, adottata dall’Assemblea Generale 55/2. Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite https://www.un.org/en/development/desa/population/migration/generalassembly/docs/globalcompact/A_RES_55_2.pdf
La vera sostenibilità – cos’è
La vera sostenibilità – Cos’è?
#SPACE18SDG NEWSLETTER – 19 maggio 2023
Adriano V. Autino
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Il concetto popolare di sostenibilità, così come viene presentato nelle narrazioni che vanno per la maggiore, si concentra principalmente sulla sostenibilità ambientale. Dal punto di vista della cosiddetta “transizione verde”, molte politiche sono concepite in base a requisiti ambientali – principalmente legati alla mitigazione del cambiamento climatico e dell’inquinamento ambientale. Tralasciando la diatriba sulle cause del cambiamento climatico (se siano esse antropiche o meno), è necessario capire la reale qualità delle misure in atto e cosa sarà necessario fare per avere successo. Innanzitutto, la sostenibilità ambientale – per quanto importante – non dovrebbe essere l’unico criterio per concepire nuove politiche. Anche la sostenibilità sociale dovrebbe essere considerata, almeno allo stesso livello di priorità. La dicitura “Sviluppo sostenibile” è stata utilizzata per formalizzare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Questo titolo non poteva non fare riferimento allo “sviluppo”, dal momento che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (nel 1986) ha approvato una dichiarazione in cui il diritto allo sviluppo è stato riconosciuto come un diritto civile universale[1].
Lo sviluppo è essenziale per contribuire al raggiungimento di tutti gli obiettivi sociali. Senza una crescita economica, qualsiasi programma di sviluppo sostenibile non avrà successo. Nonostante questa evidente condizione, tutte le politiche di “transizione verde” si limitano a coniugare il concetto di sostenibilità come una “strategia di de-crescita”, ovvero ridurre le attività umane sulla Terra per diminuire la nostra impronta ecologica sul pianeta. Questa folle strategia non affronta gli inevitabili danni collaterali: la civiltà umana decadrebbe rapidamente e imploderebbe. Inoltre, qualsiasi riduzione dello sforzo scientifico e tecnologico non risolverebbe i problemi ambientali, ma li potrebbe soltanto aggravarsi.
In secondo luogo, le misure intraprese rispondono alle esigenze, anche solo dal punto di vista ambientale? Sicuramente no. Secondo la “dottrina verde”, dovremmo ridurre gli spostamenti e utilizzare maggiormente i mezzi elettronici per comunicare, lavorare, studiare, informarci e divertirci. Eppure, la “società del web” richiede più energia elettrica, non di meno. Anche la “mobilità elettrica” aumenterà esponenzialmente la richiesta di energia. I componenti elettronici — incorporati in ogni artefatto, dalle automobili a qualsiasi dispositivo “intelligente” — richiedono enormi quantità di materie prime rare, comprese le cosiddette “terre rare”. E queste sostituiranno il petrolio, come catalizzatore di nuove “guerre delle risorse”. Lo smaltimento delle batterie esauste delle auto e di altri rifiuti tecnologici costituirà un altro grande problema, aumentando l’inquinamento ambientale. Il punto principale è che qualsiasi sviluppo industriale, se limitato ai confini della Terra, inevitabilmente aggraverà i problemi ambientali esistenti (e forse ne avvierà di nuovi!).
Naturalmente, anche altre considerazioni dovrebbero essere presenti, quando i nostri “apprendisti stregoni” iniziano a giocare con i comportamenti antropologici dell’uomo (ad esempio a proposito del “rimanere a casa”). Durante le fasi più acute della pandemia del Covid19 , abbiamo visto quanto il confinamento sociale possa essere devastante per la civiltà: tutte le nostre relazioni sociali sono rapidamente decadute, i giovani sono stati demotivati e hanno abbandonato le scuole, le persone non si sono incontrate o innamorate, e molti hanno perso l’entusiasmo di lavorare insieme. La società umana sembrava condannata. La vera sostenibilità sociale deve comprendere almeno diverse dimensioni: ambientale, sociale, economica e culturale. Il fattore comune a tutte queste dimensioni è lo sviluppo. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite lo ha riconosciuto (in teoria), ma purtroppo non è riuscita a fornire (in pratica) una strategia efficace per lo sviluppo. Tutti gli indicatori chiave dimostrano chiaramente che nessuno sviluppo sostenibile è possibile se confinato nei limiti del nostro pianeta.
Uno sviluppo veramente sostenibile è possibile solo nello spazio esterno, con l’utilizzo delle risorse lunari e degli asteroidi, il riprocessamento dei detriti orbitali e la raccolta dell’energia solare direttamente nello spazio. Si tratta di un approccio allo sviluppo “sostenibile” diverso, ma fattibile. Il 18° SDG – “Spazio per tutti, sulla Terra e oltre” – sarà un motore molto potente, che contribuirà a far progredire tutti gli altri 17 SDG.
[versione italiana a cura di Miriam Viscomi]
12 giugno 2023: Un 18° SDG: spazio per tutti, sulla Terra e oltre.
Durante il 1° evento virtuale di #Space18SDG, tutti i promotori esporranno il loro “perché” l’umanità ha bisogno di un 18° SDG. Seguite il livestream sul canale Youtube di Space Renaissance: https://youtube.com/live/A5CAyaNl7GI
Clicca qui per l’evento Facebook:https://www.facebook.com/events/768080504967832/
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Aggiungi la tua organizzazione al gruppo dei promotori: https://spacerenaissance.space/sign-the-18th-sdg/
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[1] https://www.ohchr.org/sites/default/files/Documents/Issues/Development/DeclarationRightDevelopment_en.pdf
Spazio per tutti, sulla Terra e oltre
Spazio per tutti, sulla Terra e oltre
SRI NEWSLETTER – 10 maggio 2023
Bernard Foing & Adriano V. Autino
Space Renaissance International ha recentemente lanciato una campagna mondiale per aggiungere un 18° SDG all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. La nostra iniziativa è risultata essere in sintonia con iniziative simili, intraprese da altre organizzazioni di advocacy spaziale, ad esempio la National Space Society degli Stati Uniti, e molte altre. Tutte queste organizzazioni promotrici stanno ora lavorando a una campagna congiunta. Primi appuntamenti saranno la presentazione, da parte dell’NSS, dello #Space18SDG al COPUOS (il Comitato delle Nazioni Unite per l’Uso Pacifico dello Spazio extra-atmosferico) la prima settimana di giugno, e un panel organizzato da SRI all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, per il 18 settembre.
“Spazio per tutti, sulla Terra e oltre, uno sviluppo spaziale a trazione civile, con comunità umane che vivono e lavorano nello spazio per espandere e moltiplicare i benefici per tutti i popoli della Terra.
Quanto sopra è il concetto principale che sostiene la nostra proposta, cercando di rendere evidente, in poche parole, che, sebbene apprezziamo e consideriamo molto importante l’enorme contributo finora dato dalle tecnologie spaziali al raggiungimento dei 17 SDG terrestri, pensiamo che non basteranno a superare la crisi globale dello sviluppo umano sul nostro pianeta madre, qualora l’umanità rimanesse chiusa e confinata entro i suoi limiti.
Sappiamo che non sarà facile ottenere che un 18° obiettivo incentrato sullo spazio sia aggiunto all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Fin dai suoi primi passi, la nostra iniziativa ha sollevato critiche e obiezioni. Tuttavia riteniamo che la nostra iniziativa sia molto opportuna e tempestiva, mentre le Nazioni Unite stanno andando a una revisione degli SDG, probabilmente entro il 2025, una sorta di riesame di medio termine, sulla road-map del 2030. Inoltre, l’iniziativa #Space18SDG offrirà al movimento spaziale un’occasione perfetta per spiegare un semplice concetto ancora nascosto e mistificato nell’opinione pubblica: che 8 miliardi di terrestri non possono più farcela su un solo pianeta, e che abbiamo quindi abbiamo un urgente bisogno di iniziare ad espanderci, spostando il nostro sviluppo all’esterno. La New Space Economy sta guadagnando slancio e ogni anno supera e contraddice le previsioni fatte dagli esperti: la dimensione di $ 1 trilione sarà probabilmente raggiunta non nel 2040, ma già prima del 2030.
La New Space Economy si conferma il settore più dinamico, guidando di fatto la crescita dell’economia globale, dando la possibilità agli SDGs 7, 8 e 9 (energia, sviluppo industriale e lavoro) di fare il loro lavoro essenziale, sostenendo tutti gli SDGs sociali (zero povertà, zero fame, ecc…). Tutti gli SDG sociali npon possono fare a meno della crescita. Anche gli SDG ambientali hanno bisogno di crescita energetica e tecnologica, per poter essere implementati. Eppure la crescita industriale ed economica, se chiusa all’interno dei confini della Terra, entra drammaticamente in conflitto con gli SDG ambientali. La società del web, infatti, ha bisogno di più energia, non di meno. Anche la mobilità elettrica incrementerà la domanda di energia elettrica. La società elettronica, in termini generali, ha bisogno di alcuni materiali, che possono essere estratti in poche località sul pianeta Terra: le guerre per le risorse hanno solo cambiato argomento, dal petrolio alle terre rare.
Uno sviluppo spaziale a guida civile risolverà, in prospettiva, sia i problemi di cui sopra, sia molti altri. In primo luogo, sulla Luna e su molti asteroidi si possono trovare abbondanti risorse, tra cui terre rare e molti altri materiali preziosi, ponendo fine alla carenza di materie prime per la produzione di componenti elettronici. Ciò contribuirà alla pace sulla Terra, all’aumento dei posti di lavoro e al riavvio della crescita economica. In secondo luogo, spostando progressivamente le industrie nello spazio geo-lunare, l’ambiente del pianeta Terra sarà progressivamente sollevato dal fardello dello sviluppo industriale, permettendo alla madre Terra di prendere fiato e possibilmente riprendersi dalla crisi climatica e dall’inquinamento. In terzo luogo, lo spostamento delle industrie all’esterno dimezzerà la domanda di energia sulla superficie terrestre, poiché le industrie si alimenteranno nello spazio, direttamente dal Sole, e la domanda di energia sulla Terra sarà solo quella dei privati cittadini. Ultimo, ma non meno importante, l’espansione della civiltà nello spazio riaccenderà la creatività in tutti i popoli del pianeta Terra. Le giovani generazioni hanno sofferto troppo, negli ultimi anni, a causa delle pandemie del Covid19, ed ora per l’ insorgere di guerre e scontri violenti. I sistemi educativi sono stati compromessi ovunque. Sebbene siano state sviluppate nuove tecniche di apprendimento a distanza, molti studenti hanno perso interesse e l’abbandono scolastico ha subito un’impennata, così i problemi psicologici, ed un sentimento generale di paura e sfiducia nel futuro.
Il lancio di grandi progetti, costruendo sulla Luna, nei punti Lagrange e oltre, riaccenderà la speranza e l’entusiasmo delle giovani generazioni, motivando nuove ondate di ingegneri, filosofi umanisti, scienziati, tecnici.
I nostri figli domani saranno astronauti? Quella era l’era dell’Apollo, quando i bambini guardavano Buzz Aldrin camminare sulla Luna e sognavano di essere astronauti… Nella stragrande maggioranza i bambini di oggi saranno cittadini e lavoratori spaziali. I cittadini spaziali avranno bisogno che i diritti civili siano estesi allo spazio. Anche i lavoratori spaziali rivendicheranno i loro diritti. Vivendo e lavorando nello spazio, saremo protetti dalle radiazioni cosmiche? Avremo la gravità simulata, per evitare il decadimento delle nostre ossa e muscoli? Avremo ambienti verdi negli habitat spaziali?
Il 18° SDG richiede tutto quanto sopra, e di dare quindi maggior priorità alla relativa ricerca scientifica. E ancora, proponiamo anche che la storia dello spazio e della ricerca scientifica siano aggiunte a tutti i programmi educativi, dalle Elementari all’Università. Bisogna cominciare ad insegnare la storia dell’amore, non solo quella delle aggressioni, delle colonizzazioni, degli imperi e delle guerre. I nostri figli devono imparare la storia delle persone che hanno dedicato la loro vita all’umanità, per il progresso della civiltà. Il 18° Obiettivo di Sviluppo Sostenibile porterà anche questo grande valore educativo.
Questa campagna “Space4all on Earth and Beyond” sviluppa il piano d’azione che abbiamo concordato al Congresso SRI del 2021, promuovendo la scienza spaziale, la tecnologia, l’economia e l’occupazione, la collaborazione internazionale, la pace, le risorse, l’ispirazione, la formazione e di fatto un rinascimento spaziale.
Bernard Foing, SRI, Presidente
Adriano V. Autino, SRI, Fondatore ed ex Presidente
12 giugno 2023: segui il livestream sul canale Youtube Space Renaissance: https://youtube.com/live/A5CAyaNl7GI?feature=share
Fai clic su “going” all’evento di Facebook: https://www.facebook.com/events/768080504967832/.
Firma la petizione #Space18SDG: https://www.change.org/space18sdg
Aggiungi la tua organizzazione al gruppo dei promotori: https://spacerenaissance.space/sign-the-18th-sdg/
Per favore, non dimenticare di sostenere Space Renaissance:
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La Risoluzione Finale del 4° Congresso Nazionale di Space Renaissance – 13-15 Giugno 2026- – Qualità della vita sulla Terra e oltre.
Noi, membri e partecipanti di Space Renaissance International, riuniti durante il 4° Congresso Mondiale SRI,
riaffermiamo la convinzione centrale della Space Renaissance: l’espansione della civiltà nello spazio esterno
non è un’aspirazione secondaria, ma un percorso necessario per salvaguardare la vita umana, la libertà, la
creatività, la pace e la qualità della vita sulla Terra e oltre.
Dalla 3ª Congresso Mondiale SRI nel 2021, l’urgenza dello sviluppo civile dello spazio è aumentata. Il mondo
affronta crescenti tensioni geopolitiche, militarizzazione, stress ambientale, frammentazione sociale,
interruzione tecnologica e una crisi di fiducia nel futuro. Allo stesso tempo, notevoli progressi in sistemi di
lancio riutilizzabili, infrastrutture spaziali, iniziative lunari, habitat nello spazio, risorse nello spazio, energia
basata nello spazio, scienza, arte, istruzione e coinvolgimento pubblico dimostrano che un futuro costruttivo
e centrato sull’uomo rimane possibile: uno in cui l’umanità costruisce una via verso lo spazio per il beneficio
della Terra, espande la civiltà oltre il nostro pianeta natale e salvaguarda la qualità della vita sulla Terra e
oltre.
Il 4° Congresso Mondiale SRI invita quindi governi, agenzie spaziali, il sistema delle Nazioni Unite, l’industria, il
mondo accademico, la società civile, artisti, educatori, imprenditori, giovani generazioni e tutte le organizzazioni
di advocacy spaziale a riconoscere e sostenere le seguenti priorità per i prossimi cinque anni:
1. Richiesta di un divieto internazionale sulle armi spaziali e di sforzi diplomatici, legali e pubblici
più forti per prevenire la militarizzazione dello spazio esterno, prevenire una corsa agli
armamenti oltre la Terra e preservare lo spazio come dominio pacifico, cooperativo e civile.
2. Favorire la riconversione della capacità militaro-industriale verso lo sviluppo dello spazio
civile, incoraggiando la riallocazione delle capacità tecnologiche, ingegneristiche e
industriali dalla produzione orientata al conflitto verso infrastrutture spaziali di supporto
alla vita, pacifiche e sostenibili.
3. Promuovere il 18° Obiettivo di Sviluppo Sostenibile dello Spazio, integrando lo sviluppo
dello spazio civile nell’agenda globale per la sostenibilità, rafforzando un coinvolgimento
strutturato con il sistema delle Nazioni Unite, inclusi UNOOSA e COPUOS, e rendere lo
spazio visibile sia come abilitante dello sviluppo sostenibile sulla Terra sia come dominio
che richiede una governance responsabile oltre la Terra.
4. Dare potere alle generazioni più giovani, offrendo agli studenti, ai giovani professionisti e ai leader
emergenti opportunità significative per partecipare all’educazione spaziale, alla scienza, all’advocacy,
all’imprenditoria, all’arte e a progetti orientati alla missione, affinché lo sviluppo dello spazio civile
diventi un impegno intergenerazionale condiviso.
5. Aumentare gli investimenti nella protezione della vita e della salute nello spazio, in
particolare ricerca e tecnologie che affrontano radiazioni, microgravità, gravità ridotta,
gravità simulata, salute neurocomportamentale, riproduzione, abitazione di lunga durata e
benessere umano oltre la Terra.
6. Progettare le future infrastrutture spaziali secondo principi umanisti, includendo
ridondanza, sicurezza, bellezza, abitabilità, dignità, benessere psicologico, vita culturale e i
requisiti dei residenti a lungo termine, non solo sopravvivenza a breve termine.
7. Avanzare concetti di habitat in spazio libero ispirati alla visione di Gerard K. O’Neill,
sostenendo Island Zero e altri dimostratori di habitat rotanti come passi pratici verso la
ricerca sulla gravità simulata, esperimenti medici e future comunità umane oltre le superfici
planetarie.
8. Stabilire i primi villaggi permanenti sulla Luna, dedicati a ricerca scientifica, sviluppo
industriale, osservazione astronomica, attività culturali, cooperazione internazionale e
preparazione per un insediamento civile più ampio.
9. Sostieni lo sviluppo responsabile delle risorse lunari e degli asteroidi vicini alla Terra,
compresi acqua, minerali e altri materiali necessari per rendere sostenibile l’infrastruttura
spaziale e ridurre la dipendenza dello sviluppo nello spazio dalle forniture lanciate dalla Terra.
10. Sviluppare una produzione di carburante e risorse chiave nello spazio, compresa l’uso di materiali
lunari, asteroidali e orbitali come primi mattoni di un’economia in orbita terrestre e geo-lunare.
11. Accelerare il recupero e il riuso dei detriti orbitali, trattando i detriti non solo come una sfida
ambientale e di sicurezza, ma anche come materiale recuperabile per l’industria orbitale.
12. Sostenere lo sviluppo di veicoli spaziali al 100% riutilizzabili e altre infrastrutture
trasformative per l’accesso allo spazio, inclusi concetti di ascensore spaziale a lungo
termine, con l’obiettivo di un trasporto passeggeri e cargo a basso costo, sicuro, affidabile e
sempre più accessibile verso l’orbita terrestre e oltre.
13. Produrre cibo e ossigeno nello spazio, accelerando la ricerca sull’exo-agricoltura, i sistemi di
supporto vitale bio-regeneratori e sperimentazioni in habitat nello spazio libero e lunari.
14. Avanzare l’energia solare basata nello spazio, per supportare l’insediamento nello spazio e l’infrastruttura industriale.
15. Sostenere lo sviluppo delle industrie del turismo e dell’alloggio nello spazio,
comprese idee di ospitalità orbitali e lunari, come mercati iniziali per i voli spaziali di
passeggeri, la partecipazione pubblica e un accesso civile più ampio allo spazio.
16.Promuovere lo studio e la ricerca di filosofia umanistica, per comprendere la storia, progettare il
futuro e sviluppare un’eutopia realizzabile, una vera rinascita della civiltà nello spazio.
17. Sostenere l’arte legata allo spazio e portare l’arte nello spazio, promuovendo
cooperazione, gare e dialogo tra artisti, scienziati, ingegneri, educatori e il pubblico più
ampio come parte di una cultura dello spazio vivente.
Tutte queste priorità sono passi preliminari e urgenti verso un’espansione civile, pacifica e sostenibile
dell’umanità nello spazio esterno. Richiedono cooperazione tra istituzioni pubbliche, industria privata,
università, società civile, organizzazioni di advocacy spaziale, attori culturali e il sistema delle Nazioni Unite.
Invitiamo calorosamente tutti gli imprenditori visionari, governi, agenzie spaziali, organizzazioni
internazionali, università, artisti, insegnanti, giovani e cittadini del Pianeta Terra ad adottare e promuovere
questa agenda.
Invitiamo anche le nostre organizzazioni sorelle di advocacy spaziale a unirsi a noi nel sollevare una voce
chiara, unita e costruttiva per lo sviluppo civile dello spazio, a beneficio dell’umanità, della vita, della
cultura e della qualità della vita sulla Terra e oltre.
Lunga vita alla Rinascita dello Spazio!
Natale Viscomi: “LA RAGIONE DELLE IDEE NELLA LORO RAGIONE.”
Se la filosofia è data per conoscere il pensiero, il pensiero è dato per conoscere la filosofia dell’uomo, dati certi di manipolazioni e punti di vista che arrovellano il cervello nella sua esposizione elementare a conoscere la Vita. Se la matematica ha punti di vista logici ad occupare solo una fetta della nostra capacità’ cognitiva, la scomposizione del pensiero è come un numero primo, di logica e matematica è fatta la filosofia etnica, è disinvolta nella sua antropologica cura per sanare le ferite del pensiero dalle sue origini di un tempo, quando pensare era un lusso per pochi, per lo più martirizzati dalla folla degli ignoranti e dalle Istituzioni di allora, come oggi. Anche il pensiero è oggi perbenista, austero e quasi accomodante per chi vuol sentire le cose che “Le” “Gli” piacciono, ma la filosofia è sembianza di verità, non occulta, pensiero per pochi. La Filosofia occupa il pensiero, come le similitudini della matematica, lo stesso numero, lo stesso percorso, moltiplicato per 1000.Ognuno ha la sua verità. Sempre espositivo il numero si intreccia con il pensiero, ogni disegno algebrico e di geometria esemplare, pone il pensiero al suo limite pensante: l’universo e i suoi numeri pensanti come le lettere che annunciano la parola, occupano pensiero e numeri, la telegrafia pensante “quale vie” per indovinare il percorso per un eccelso involucro di trovare il motore di ogni realtà pensante: Visiva, uditiva, forse anche olfattiva.Da dove partono i sensi parte il pensiero che accudisce le analisi sensoriali della realtà vissuta dagli uomini, dall’ economia alla vita etica del pensiero comportamentale delle sue origini, al rispetto e all’educazione, principi educativi del nostro vivere il pensiero delle nostre azioni. Mettere a nudo l’incontro della geometria con la filosofia è sicuramente esaltante, dal punto di vista matematico l’incontro dei numeri col pensiero, la risultante è l’occasione di conoscere il pensiero di un numero infinitesimale infinito di un pensiero che si scompone nella parola di una Idea, la conclusione è metaforica,di risultante opinabile il significato e il valore delle idee , la scienza cammina con la filosofia,
come diretta interessata, supervisore di una mano che non conosce l’altra, se non nella sua operatività conclusiva di ogni idea pensante nelle sue azioni, da concludere in una filologia formale che attraversa l’uomo lì dove il pensiero inizia e l’uomo finisce. Le idee rimangono alla storia del pensiero, l’uomo finisce come il tempo che gli viene dato per consumare idee e persone, nello sciovinismo di trovare una realtà consona all’uomo e alle sue esigenze dotate di alte prestazioni intellettuali, ma finiscono lì dove finiscono i numeri non infinitesimali ma pragmatici a costruire una casa per poterci abitare, quella della filosofia è pronta alla coabitazione senza forzature tecnologiche visto che la tecnologia nasce dal mondo delle idee,da applicare alla conoscenza del nostro Vivere . Filosofia e matematica sono gli stessi numeri di una stessa casa abitativa al cuore dell’uomo, senza questa pasta le idee partoriscono sterili i loro pensieri e i numeri non costruiscono se non il loro pensiero logico da regalare alla ragione.Siamo tutti opinabili anche la ragione di un numero che viene chiamato per nome dalla parola:similitudini di uno stesso occhio a vedere l’universo, non come lo vogliamo. Espressione di una stessa danza che canta e suona la stessa musica, questo è il pensiero opinabile di ogni retore che non si specchia nella realtà ma nel suo riflesso, che non è opinabile se non dal suo stesso specchio…riflesso come la luce che crea la sua stessa ombra, che non è vista se non dal pensiero che abbiamo su di noi, scrivere la storia dello spazio del pensiero è uguale alla dilatazione cosmologica di non essere uguali ma di essere dipinti da una invisibile forza come
il pensiero che realizza con la stessa mano, ecco come la costruzione scientifica del pensiero parte da una filosofia che parte: lì dove gli altri finiscono.La scienza partorisce la realtà delle idee come la giurisprudenza penetra l’etica in ogni giudizio di giustizia,la medicina sanifica le ferite del pensiero opinabile certo non alla sapienza.
Pensare è possibile!!!
Natale Viscomi : “L’ I.A. E L’INTELLETTO DEL SUO DOMINIO.”
Vorrei mettere in rialto il mio punto di vista in questo tempo, in cui domina il consenso sull’ A.I. come elemento trainante capace di fare confusione all’uomo, per abitare una nuova intelligenza. Anche la Chiesa pone il limite, come sempre …. per ricostruire una fede su una piattaforma di risposte, allarme ingiustificato per chi non ha fatto il suo dovere fino in fondo. Uomini di poca fede, avrebbe detto qualcuno ….. Il Padre Vostro che è nei Cieli sa di cosa avete bisogno.Oggi più che mai, domina il dubbio, anche la scienza prende le distanze, dominando e servendosi di questa via che porta a qualche service. Ai posteri l’ardua sentenza!
Anche la matematica, se non è dimostrato porta al dubbio del risultato, come l’ A.I. che non è dimostrante del suo fine ultimo. Parsimonia di un periodo di numeri che non portano a sapienza e scienza nella loro funzione ma isolamento nel cammino delle distanze.
Etica e pensiero hanno strade parallele, spesso distratte dalle loro funzioni ma sempre unite in quel neurone genetico che non porta divisione ma unione complessa tra il dire e il fare,armonia e stile sono casa di algoritmi che portano alla scienza del pensiero. L’ A.I., una Torre di Babele dove l’uomo rischia di perdere l’autonomia del nucleo centrale della nostra esistenza, pochi spiccioli di servizio per un motore di ricerca dove il segreto è la delega di pensare, rischio della coscienza di essere strumento passivo non artefice della nostra vita. Forse gli alberi non pensano? La natura è parte integrante di questa intelligenza, che non è quella artificiale ma è naturale, che collabora con l’uomo nel silenzio di ogni coscienza intelligenza a demandar responso.
Il compito dell’I.A. è di servire l’uomo e le sue capacità, forma coadiuvante che nel tempo (farà) soffrire l’uomo nelle sue fragilità matematiche, se il cammino non è di perfezione,con e per l’uomo. Spesso i condizionamenti risultano pericolosi per l’intelligenza e per la coscienza, la società brucia ogni bene di consumo, senza avere qualità di pensiero nella trasformazione del proprio avere in qualità dell’ essere, spesso senza avere siamo i migliori, la quantità insuperbisce la superficie quando non si scende in profondità. L’intelligenza umana è a servizio dell’uomo, come primato della verità e della sua autentica fragilità, l’I.A. è figlia di un perbenismo intellettivo o intellettuale che domina come una prima donna, senza esserlo. Pensare è l’intelligenza del calcolo che domina l’arteficio senza delegare il primato di essere. L’artificio è dominio dell’eseguire, senza conferme e consapevolezza di ogni proprietà, generata per supportare l’uomo, senza condizionali di successo,ma è un anello della catena di sviluppo dell’intelligenza stessa, opera dell’uomo smascherare la confusione tra la verità umana e il dimostrare sè stesso al mondo. Costruire un’ intelligenza senza vita, è un robot che dovrà essere rottamato senza speranza di rinascita nella sua essenza. Coadiuvare non è servire, perché i servi non sanno cosa fanno i loro padroni.
L’intelligenza umana è e sarà futuribile ancora di cose più grandi quindi diamo la collocazione esatta di questa riproduzione stereotipata di esecutori o esercenti della propria fine. L’uomo riproduca i propri valori, la propria coscienza, non nelle risposte ma nella ricerca di vivere ed essere protagonista della propria fede in sè stesso e nella sua ricerca dell’essere, non dell’avere,figlia della propria esistenza da accompagnare sempre alla scuola dell’uomo. Mai nessuno può riprodurre sè stesso, neanche gli istinti, le pulsioni sono riproducibili. Non serve clamore perché ogni moda ha la sua fine, anche l’AI.Il dire ed il fare sono connessione dello spirito mediante l’intelligenza del pensiero, forza propulsiva della nostra struttura omogenea del sapere.
Materia e spirito sono capacità matematiche del pensiero, luce della sapienza, perfezione magnetica di ogni connessione, elettricità statica e dinamica del nostro quoziente intellettivo e della nostra realtà: coscienza innata ed evolutiva della nostra vita di pensiero, spesso scosceso e degenerativo quando mistifichiamo la verità delle nostre azioni con il nostro egoismo storico. Le guerre, flusso insormontabile di menzogna alla verità,purtroppo, declinate alla sapienza e alla cultura dell’essere e del vivere la storia come gloria dell’uomo.Non sappiamo se le funzioni hanno un ruolo analitico nella matematica per conoscere e saper dimostrare un risultato ma sappiamo sicuramente che quel cammino indica il cammino evolutivo di un numero, la strada sicura di arrivare alle risposte certe e matematiche del pensiero,dell’essere, vivere e narrare le profonde bellezze dell’uomo.




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