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Credi nel rinascimento spaziale? Allora aderisci a Space Renaissance!

Credi nel rinascimento spaziale? Allora aderisci a Space Renaissance!

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Crollo della civiltà occidentale – Ormai gli esperti di economia e di relazioni internazionali parlano apertamente di crollo dell’Occidente, e si spingono a prevedere anche la data: il quinquiennio 2025 – 2030, definito come “molto critico”. Si veda ad esempio questo rapporto di previsione della US National Intelligence Council sul 2025: Global Trends 2025 (vedi link in calce).

Il quadro, piuttosto completo, copre vari argomenti: lo sviluppo di una società multipolare, la continua crescita della popolazione, le risorse sempre più limitate a tutti i livelli, ed il notevole rischio di proliferazione dei conflitti, comprese le significative preoccupazioni per la diffusione di armi nucleari. All’interno del periodo considerato una serie di nodi verranno al pettine, o, per dirla semplicemente, un conflitto globale potrebbe esplodere, con risultati insostenibili e strascichi distruttivi a lungo termine. Dopo la caduta dei muri, durante l’ultimo quarto del secolo scorso, non si è stabilito nessun tipo di nuovo ordine mondiale. L’Occidente appare incapace di affrontare il continuo declino della sicurezza, la minaccia del terrorismo, malattia endemica della cosiddetta epoca postmoderna, e non è in grado di proteggere i suoi cittadini, per non parlare di strappare le nuove generazioni all’influenza primitiva della violenza. Caduti o traballanti alcuni regimi dittatoriali del Medio Oriente e del Nord Africa, l’occidente non è riuscito peraltro a proporre ulteriori reiterazioni del modello sociale democratico, che molto potrebbe contribuire alla stabilità globale, allo sviluppo ed alla pace nel mondo.

Guerra, “igiene del mondo?” – Guardando al passato, è giudizio pressochè unanime che, quando la società si è trovata in uno stato stagnante o in declino, il progresso è stato “risvegliato” dalla guerra: shock, scossone, trauma rigeneratore, o anche “igiene del mondo “, come fu definita dal Futurismo di Marinetti nel 1909.

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La fase storica che stiamo attraversando potrebbe essere riferita dagli storici futuri — se ce ne saranno — con l’espressione “declino della civiltà occidentale”, e potrebbe trovare il suo epilogo in un terribile conflitto generalizzato. Tale declino potrebbe essere in parte bilanciato dallo sviluppo collaborativo dei paesi emergenti dell’Est, Cina, Asia e Russia. Tuttavia questo potenziale viene già notevolmente frenato dalla limitatezza delle risorse globali, e fortemente ostacolato dalla filosofia ancora dominante, che vede il nostro mondo come un ambiente chiuso. Anche se la guerra fosse ancora considerata eticamente accettabile, se mai lo è stata, non sembra essere comunque uno “strumento” utile nel mondo d’oggi, per diverse ragioni.

Non ci sono più le guerre di una volta, che venivano dichiarate, tra stati, venivano combattute tra eserciti, distruggendo risorse, e terminavano, innescando nuove fasi di sviluppo. Le guerre odierne hanno carattere di guerriglia eterna ed estenuante, sono guerre di attrito a lungo termine, alimentate anche da disordini etnici e culturali, avventurismo politico, terrorismo ed attentati contro la popolazione civile. Le guerre odierne sono endemiche e deprimenti, e colpiscono le attività economiche essenziali, i viaggi, il turismo, l’economia e lo sviluppo in generale. Una crisi verticale, economica e militare, della società globale potrebbe anche essere l’ultima, vale a dire portare ad una tragica implosione definitiva della civiltà: sarebbe infatti la prima volta che una civiltà (globalizzata!) va in crisi senza che ve ne sia un’altra a raccogliere il testimone. Ecco perché non possiamo rassegnarci ad un supposto “male inevitabile”, febbre o medicina amara, che prelude alla guarigione: perché molto probabilmente non vi sarebbe alcuna guarigione, e la nostra specie potrebbe regredire ad uno stato antropologico pre-culturale oppure, ben più tragicamente, ad uno stato post-culturale senza speranza.

Sul piano puramente economico, considerando il disperato bisogno di allocare immense risorse per progetti essenziali di sviluppo su grande scala, la civiltà nel suo complesso non può permettersi di spendere la maggior parte dei bilanci nazionali in armamenti e, in generale, di investire in un riarmo altamente improduttivo ed inutilizzabile. Ultimo, ma non per importanza, essendo enormemente cresciuto il potenziale distruttivo degli armamenti, in particolare nucleari, non è affatto sopito — benché l’argomento forse non sia più di moda, il pericolo di autodistruzione totale della civiltà.

Quindi, in estrema sintesi: la guerra non ci piace, non possiamo permettercela, inoltre non serve allo scopo. Anzi, è ormai al 100% controproducente. Un cambio deciso di strategie è quindi ormai molto più che urgente: quando si constata che la direzione in cui si sta andando ci porta al disastro, bisogna cambiare direzione il prima possibile, ed innescare una stagione di nuovo vigoroso sviluppo, che rilanci e ridia speranza alle aspirazioni di crescita sociale: un nuovo rinascimento.

Un grande trauma foriero di nuovi concetti globali – Per innescare un nuovo rinascimento e’ necessario un grande trauma, e lo sviluppo di molti concetti leader a livello mondiale… ma abbiamo già visto che non può essere una guerra. Potendo scegliere, e non si vede perché non si dovrebbe poter scegliere, optiamo per un trauma positivo, che porti entusiasmo, gioia e nuove opportunità, e non morte e distruzione. Proponiamo una nuova prospettiva, una maggiore comprensione e compassione umana, orizzonti di alto profilo, di progressiva e vasta portata,nuova linfa alla democrazia, e non carne da cannone alla tirannide, orizzonti di libertà, e non lo squallore ed il fango della miseria. E sarebbe inutile invocare la stabilità, la democrazia, la libertà, lo sviluppo e il benessere, senza la dignità che viene dal lavoro: senza nuovo sviluppo industriale, nulla potrà fermare l’Armageddon. Le rivoluzioni più feconde, infatti, sono state quelle industriali. E l’unica rivoluzione industriale possibile, di enorme rilevanza e potenzialità, è lo sviluppo dell’astronautica civile, dall’orbita bassa terrestre allo spazio cislunare.

Tutti i vettori di progresso ormai puntano verso l’alto: non c’è spazio sufficiente per nuove industrie di trasporto terrestri, pur suscettibili di miglioramento, e dovremo rassegnarci al declino della civiltà del petrolio, alla quale ancora siamo legati. Non sfugge a nessuno, infatti, che la crisi è iniziata nel 2008 con i prezzi del petrolio alle stelle, e che conosce oggi una recrudescenza con il calo dei prezzi del petrolio, fattore di deflazione e quindi di nuova recessione globale. La nuova urbanistica deve giocoforza ispirarsi al lavoro dei nostri pensatori e scienziati più avanzati. In particolare ci riferiamo a pensatori illuminati del Ventesimo Secolo, come Gerard O’Neill e Krafft Ehricke, che hanno preconizzato l’espansione dell’umanità all’orbita terrestre, alla Luna, allo spazio cislunare, agli asteroidi vicini alla Terra… La scienza dovrà guardare alle stelle, non più come un cielo lontano, soltanto da osservare, ma come un contesto a tre dimensioni in cui siamo immersi, e nel quale dobbiamo imparare a navigare ed abitare. Che i nostri figli e nipoti abitino le stelle, oppure tra i rifiuti e nel degrado delle bidonville, dipende da noi, oggi. Noi, sette miliardi e mezzo di cittadini del pianeta Terra. Noi, che abbiamo ancora la facoltà di decidere se destinare le nostre tasse ed i nostri investimenti per la guerra, la morte e la distruzione, oppure verso lo spazio, le opportunità, la vita ed il rinascimento imminente.

Il programma di catturare un asteroide e portarlo in L5 – Pensando a shock positivi, a grandi progetti, di dimensioni paragonabili alla costruzione delle piramidi egizie, farebbero al caso nostro, ad esempio, una serie di programmi tendenti a sviluppare l’infrastruttura nella magnetosfera terrestre: catturare un asteroide, portarlo in L5, trasformarlo in un grande habitat rotante, dotato quindi di gravità artificiale; sviluppare un grande insediamento lunare destinato alla ricerca scientifica ed al turismo; dare grande impulso allo sviluppo di veicoli terra orbita a basso costo; promuovere politiche fiscali favorevoli alle aziende del comparto dell’astronautica civile; sviluppare infrastrutture per turismo orbitale e lunare. Da tale infrastruttura potranno poi partire le nuove missioni esplorative verso Marte e la Cintura Asteroidea.

L’attenzione per lo sviluppo di un programma spaziale internazionale conferirà grande impulso ad un’agenda globale, contribuendo ad una visione del mondo aperto ed equo, essenziale per evitare le molte terribili minacce che abbiamo di fronte. L’avvio di tale dinamica progressiva potrà favorire finalmente lo sviluppo di veicoli terra-orbita a basso costo, completamente riutilizzabili e promuovere politiche fiscali favorevoli alle imprese del settore astronautico civile.

Dovremo affrontare il problema della direzione politica: sono necessarie leadership stabili, di alto profilo scientifico, tecnologico e culturale. Si vede ancora poco di tutto ciò, all’orizzonte, purtroppo. Ma diamoci da fare! Dipende da noi!

La Space Renaissance International e le sue sezioni nazionali hanno diverse iniziative ed eventi pubblici in agenda: la partecipazione al World Summit Umanitario di Istanbul a Maggio, un workshop sulla Lagrange City in L5, e su architetture nello spazio Cislunare ad ottobre 2016 a Roma, ed il Congresso Mondiale Space, Not War! nel 2017.

Vuoi aiutare? Credi in un rinascimento spaziale? Allora partecipa a Space Renaissance!
Ci rivolgiamo a tutti i ceti sociali ed a tutte le fedi laiche o religiose: unitevi a noi per sviluppare il paradigma originale del 21° secolo. E’ in corso la campagna di iscrizioni 2016 a Space Renaissance Italia: siamo al 19% dell’obiettivo. Per sviluppare le nostre iniziative abbiamo bisogno del vostro sostegno, non fatecelo mancare! Presto pubblicheremo il primo appello per la conferenza di ottobre a Roma, cui sara’ probabilmente abbinato un workshop aperto agli studenti di diverse discipline.

Ad Astra!
Adriano V. Autino, SRI, President

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I primi venti iscritti o confermati riceveranno in omaggio il cd “Sognando lo Spazio” di Elena Cecconi e Tim Carey (*)

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Link al report Global Trends 2025

Posted by ADRIANO AUTINO in Blog, Blog, News
Sognando lo Spazio, la Musica del Rinascimento Spaziale!

Sognando lo Spazio, la Musica del Rinascimento Spaziale!

E’ ora disponibile il cd, pubblicato da Urania Records, “Sognando lo Spazio”. L’opera, di grande spessore artistico e tecnico, è stata registrata da Elena Cecconi (flauto) e Tim Carey (pianoforte) nell’ottobre 2015, nei giorni intercorsi tra il concerto al teatro di Caldana ed i concerti al Politecnico di Torino ed alla Villa Tesoriera, sempre nel capoluogo torinese.

I brani inclusi nel cd corrispondono ad un percorso ideale che parte dalla Norma di Bellini, rivolta alla Luna. Subito dopo Elena e Tim affidano la nostra sensibilità alla magia visionaria di Debussy, per un tuffo indietro nei millenni, con Syrinx, agli albori mitologici della cultura musicale. Con un salto vertiginoso l’ascoltatore si trova poi immerso nell’atmosfera futurista di Jolivet: Chant de Linos, scritta nel 1944, sotto l’influenza di grandi geni quali Breton, Dali’, Picasso, ci riporta alla drammaticita’ di Guernica, al rombo della guerra, quasi a volerci mettere sull’avviso, che tutto questo può accadere ancora, ed in modo ancora più devastante… ma anche al tuono dei primi razzi capaci di uscire dall’atmsofera. Non è un caso infatti se Elena ha scelto proprio Jolivet, definito musicista precursore del nuovo umanesimo, che parla esplicitamente di utilizzare la musica per avvicinare l’uomo al Cosmo… Undine, di Reinecke, si potrebbe quasi definire un manifesto transumanista, nel narrare la tragedia di una creatura marina, che per amore vorrebbe diventare umana. E qui il pensiero non può evitare di pensare alle tante aspirazioni di crescita sociale che scuotono il nostro mondo, da quelle dei migranti, che si concludono spesso tragicamente nelle acque dei mari che cercano di attraversare, o a quelle di tanti esseri viventi non umani, coinvolti insieme a noi nell’avventura della storia della vita su questo pianeta, destinati a soffrire per i nostri errori senza neppure comprenderne le cause. La musica che si srotola con grande sensibilità artistica e precisione ci ricorda che è nostra precisa responsabilità aprire le porte del cosmo alle speranze ed al futuro dell’umanità intera, sette miliardi e mezzo ormai di persone, e non serve nascondere la testa nella superstizione, nelle tendenze culturalmente regressive, nella rinuncia all’intelligenza stessa… Paola Devoti, con la sua stupenda e stupefacente Dreaming Land, ci porta alle soglie dell’infinito, e lì troviamo Howard Buss, anche lui stregato, ispirato e spinto in alto, dal riflesso della Luna… Infine Elena e Tim salgono sul Millennium Falcon, con John Williams. “Across the Stars”, uno dei temi principali di Star Wars, ci porta nello spazio… verso altri mondi .

Riproduciamo di seguito alcuni estratti dalla bellissima presentazione, riprodotta sul libretto del cd, scritta da Noemi Manzoni (URANIA RECORDS).

All’indomani dell’atterraggio dei primi astronauti sulla Luna, Giuseppe Ungaretti scrisse:

Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo.

Che cosa hanno fatto veramente questi uomini? Si può dire che hanno usato violenza alla natura ribellandosi alla legge che li legava alla Terra: ma si può dire allo stesso tempo che hanno saputo trovare altre leggi nascoste in un più lontano segreto della natura, e che hanno saputo sfruttarle con la loro intelligenza per appagare il loro bisogno di conoscere. Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la Luna.

Basterà rileggere le pagine più antiche di ogni cultura per trovare questo richiamo perenne.

Oggi è stato raggiunto l’irraggiungibile, ma la fantasia non si fermerà. La fantasia ha sempre preceduto la storia come una splendente avanguardia.

Continuerà a precederla…Gli uomini continueranno a vedere la Luna così come appare dalla Terra, anche se la sua conoscenza fisica e scientifica potrà essere approfondita o modificata. Ma per gli effetti ottici che ha sulla Terra, la Luna rimarrà sempre per i poeti, e penso anche per l’uomo qualunque, la stessa Luna.

“Sognando lo Spazio” è un racconto antico, atavico nella natura stessa dell’uomo e riecheggiato in ogni cultura abbia mai alzato gli occhi al cielo. Lo spazio come misterioso ventre di vita, le stelle i pendoli del tempo. Un tempo e uno spazio informi e senza età, da cui si animano le più ancestrali forme umane dell’amore, della superstizione e della ricerca dell’ignoto. In seno a questi istinti prende forma il mito, in una narrazione investita di sacralità e a cui hanno attinto poeti, pittori, musicisti fin da quanto la madre Terra ha memoria dei giorni. Ed è proprio questo il racconto che ci propone Space Renaissance nel nostro CD, calcando la superficie della luna, l’illusione della magia, la forza del mito ed infine la visione della fantascienza, attraverso una narrazione incentrata sull’Uomo: dal mondo antico ai nostri giorni, fino ad arrivare ad un Umanesimo per il futuro.

La preghiera alla dea Luna della sacerdotessa Norma viene proposta nella versione per flauto e pianoforte tratta dalla partitura originale di Bellini. Nel Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy, tutt’ora citato come emblema di una nuova arte, vi è un corteggiamento tutto terreno, che riecheggia in musica lo spirito suggestivo dell’omonimo poemetto di Mallarmé. Nella trascrizione di Gustave Samazgeuilh il flauto diventa il soggetto centrale, incarnandosi nella figura del Fauno e avvolgendosi come un amante nei giochi e nel piacere immaginario descritto dal pianoforte. L’eco di un mondo antico e mistico si reinterpreta anche nel Chant de Linos. Come annota lo stesso Jolivet nella partitura: Il Chant de Linos era, nell’antichità greca, una varietà di trenos: un lamento funebre, un pianto interrotto da grida e danze. Scritto nel 1944 per flauto e pianoforte, il Chant de Linos è il brano che rispecchia maggiormente la poetica del nostro CD. Ritroviamo, ancora negli scritti di Jolivet: “(La mia ambizione musicale è)… ricreare l’antico senso originale della musica come espressione magica ed incantatoria della religiosità delle comunità degli uomini. La musica dovrebbe essere la manifestazione sonora direttamente in relazione con il sistema cosmico universale.

Di questo cd siamo particolarmente orgogliosi: Space Renaissance Italia ha infatti contribuito alla sua produzione, ed il nostro logo fa bella mostra di sè nel libretto!

Grazie Tim! Grazie Elena, Direttore Artistico di Space Renaissance, che sta già pensando a nuovi progetti, per il 2016 ed oltre.. .

Il CD è disponibile sul negozio elettronico di Space Renaissance Italia, al prezzo di lancio di 10 Euro.

Posted by ADRIANO AUTINO in Blog, News
La macchina della guerra, e una proposta per fermarla o meglio trasformarla

La macchina della guerra, e una proposta per fermarla o meglio trasformarla

di Alberto Cavallo

Pagina pubblicata il 1° gennaio 2016, sul sito di Eurinome (http://www.eurinome.it/macchina_guerra.html#alternativa)

Abstract

Il mondo sembra avviato ad una nuova fase di conflitti aperti. Anche Sua Santità papa Francesco ha affermato che è in corso una terza guerra mondiale a pezzi, ad esempio lo si cita qui. Alcuni prevedono una vera e propria terza guerra mondiale con tanto di scambi di bombardamenti atomici. Alcuni forse la desiderano. Chi vuole la guerra, che di per sé dovrebbe essere indesiderabile per ogni persona con un minimo di buon senso, e che cosa possiamo fare perché invece il concetto stesso di guerra diventi improponibile?

Eliminare i conflitti è uno scopo nobile e necessario, nessuno lo può negare. Liberare l’umanità dallo spettro della guerra deve essere un impegno di tutti, senza il quale il progresso tecnico ci porterà soltanto a maggiori sofferenze e distruzioni.
Il mondo sta affrontando altre emergenze, prima fra tutte il deterioramento dell’ambiente e l’esaurimento delle risorse che ci servono per vivere. Non concordo con chi parla di “salvare il pianeta”, perché il pianeta non corre nessun rischio (per ora non ci sono corpi celesti in arrivo tanto grandi da poterlo distruggere), siamo NOI che lo corriamo! Per questo è corretto usare la parola mondo, che indica il nostro ambiente di vita in tutti i suoi aspetti, naturali e sociali, e non pianeta, che indica un oggetto fisico. I problemi ambientali potranno diventare presto causa di conflitti, e con tutte quelle armi che continuiamo a produrre il risultato sarà drammatico, ne vediamo già l’inizio. L’ambiente in cui viviamo è sempre più deteriorato, con grave danno per noi e per gli altri abitanti del pianeta, a cui peraltro stiamo sottraendo tutto lo spazio vitale.
Ma non possiamo realisticamente cancellare un sistema industriale delle dimensioni di quello delle armi. La risposta può essere soltanto quella di trovare un’alternativa adatta, che consenta di riconvertire un settore industriale in un altro conservando il possibile ma ponendo fine all’assurda produzione di armi rivolte contro nessuno, ma che prima o poi si usano contro qualcuno. Se valutiamo le aziende del settore, vediamo che hanno in comune la tecnologia avanzata, soprattutto in campo aerospaziale. L’alternativa alle armi che possiamo proporre seriamente ora e per subito è una: l’espansione civile nello spazio esterno! Non sto parlando di esplorazione o di scienza pura, sto parlando di espansione economica ed anche abitativa nello spazio esterno, quella che oggi è perseguita non dalle agenzie ma dai soggetti privati.

Leggi l’intero articolo qui: http://www.eurinome.it/macchina_guerra.html

Indice

  • Nota introduttiva: complotti e no (http://www.eurinome.it/macchina_guerra.html#complotti)
  • Il complesso industriale militare (http://www.eurinome.it/macchina_guerra.html#complesso)
  • L’industria militare oggi (http://www.eurinome.it/macchina_guerra.html#industria)
  • Quale alternativa?
Posted by ADRIANO AUTINO in Blog, News, News
“La Nascente Industria del Volo Spaziale Civile”, un reportage dalla conferenza

“La Nascente Industria del Volo Spaziale Civile”, un reportage dalla conferenza

Il 7 Ottobre 2015, al Politecnico di Torino, con la sapiente regia di Antonio Lo Campo, si e’ svolta la conferenza “La Nascente Industria del Volo Spaziale Civile”, l’evento più importante tra quelli organizzati da Space Renaissance Italia nel 2015, per il quale l’associazione, chapter italiano di Space Renaissance International, non ha lesinato alcun sforzo, con la collaborazione dell’associazione studentesca AESA, di diversi professori e dell’associazione Polincontri Classica, che ha reso possibile la rappresentazione del concerto “Magia e Mito, sognando lo Spazio”, che ha chiuso la conferenza.

Il risultato, per una conferenza di questo tipo, e’ stato veramente esaltante. Quasi 300 persone, per l’80% studenti, hanno affollato l’aula magna del Politecnico, apprezzando molto gli interventi che si sono succeduti nel pomeriggio.

La formula sviluppata da SR Italia, fin dal congresso del 2014 e prima ancora (Napoli, Città della Scienza, nel 2013), di presentare contenuti tecnico-scientifici, filosofici, ed artistici, si è rivelata ancora una volta vincente, e molto attrattiva per i giovani, che sono il referente principale di Space Renaissance.

Il tempo dedciato gli interventi, 30 minuti, leggermente superiore ai canonici 20 concessi abitualmente nei simposi spaziali, ha permesso qualche approfondimento in piu’, che non guasta, in ambienti accademici, senza diventare pesante.

Chi ha veramente conquistato l’uditorio è stato Enrico Dini, CEO di D-Shape, il gruppo che da quindici anni sviluppa tecnologie di stampa 3D per l’edilizia, ed è protagonista, insieme all’architetto Norman Foster, del programma ESA di costruzione di un habitat lunare, nell’ambito del programma Moon 2020-2030. Tutti interessatissimi ed entusiasti di questa storia tutta italiana, di come da un idea e dalla competenza possano derivare straordinari risultati, insegnando inoltre cosa voglia dire veramente interdisciplinarietà in un progetto.

Molta attenzione ha riscosso anche l’intervento di Lanfranco Zucconi, che è stato considerato una splendida introduzione alla giornata, riportando dati attuali ed accurati sulla reale consistenza del mercato e dell’industria spaziale nel mondo, e tracciando un quadro delle opportunità di ingresso nel settore da parte dei giovani.

Grande interesse ha riscosso Franco Fossati, di Aviospace che, oltre a sviluppare un’escursus  sull’enorme varietà di attività svolte da Aviospace proprio a Torino, ha illustrato una panoramica delle problematiche aperte, relativamente al volo spaziale umano — assenza di gravità, protezione dalle radiazioni dure, protezione dalle micrometeoriti, necessità di rigenerare acqua ed aria — che necessitano soluzioni più avanzate, nel momento in cui si desidera accelerare l’evoluzione verso il trasporto di passeggeri civili nello spazio.

Estremamente graditi anche l’intervento, di grande valore divulgativo, di Maria Antonietta Perino ed il seguito, più tecnico del suo collega Roberto Angelini. Marco Bevilacqua, De Orbit, ha riportato dati aggiornati sui detriti orbitali, e sulla vera e propria minaccia che rappresentano per l’astronautica in generale, e sulle tecnologie di rimozione e neutralizzazione dei satelliti in disuso.

Applaudita a lungo e con convinzione la relazione di Adriano Autino, che ha discusso l’estrema urgenza, per una civiltà che ha raggiunto i sette miliardi e mezzo di cittadini, di espandersi oltre i limiti del proprio pianeta madre, rischiando l’implosione. Autino ha proposto un confronto paradigmatico tra il concetto di esplorazione spaziale e quello di espansione nello spazio, mettendo il luce la limitatezza, ai fini sociali, del programma di esplorazione, se dovesse restare l’unico impegno. Lo stesso programma di esplorazione, qualora non si sviluppasse in tempi brevi la grande rivoluzione economica e culturale che deriverebbe dall’industrializzazione dello spazio geo-lunare, finirebbe probabilmente per non essere più sostenibile, ha concluso Autino, in un contesto sociale chiuso, dove le crisi ricorrenti ed i conflitti crescenti porterebbero ancora di più a concentrare la spesa pubblica sull’impegno militare.

Avvicinandosi ormai il 2016, Space Renaissance si sta preparando ad un impegno ancora più grande ed importante: il secondo congresso mondiale, in collaborazione con Lifeboat Foundation ed altre importanti entità del mondo spaziale e non, che non si mancherà di comunicare non appena gli accordi saranno perfezionati. Il tema del congresso è, significativamente, “Space, Not War!” (spacenotwar.space). Lo spazio rappresenta, infatti la sola alternativa concreta alla prospettiva crescente della guerra globale, per almeno le seguenti ragioni: l’espansione nello spazio assicura uno sviluppo industriale ed economico senza precedenti, diminuendo conseguentemente la paura sociale, e la propensione alla “risoluzione” violenta dei contrasti; l’astronautica fornisce mezzi più efficienti per mantenere la pace e la sicurezza sulla superificie della Terra. E, più importante di tutte le altre ragioni, fornisce una risposta culturale di altissimo livello al terrorismo, una risposta di speranza e di fiducia che è assolutamente necessaria ed urgente, oltre alla inevitabile risposta militare.

Il concerto “Magia e Mito, Sognando lo Spazio”, eseguito da Elena Cecconi (direttore artistico di Space Renaissance) al flauto e Tim Carey al pianoforte, ha chiuso ad altissimo livello artistico e culturale la giornata. Un programma veramente di grande effetto, che percorre un sentiero ideale lungo il filo conduttore umanista, attraverso Jolivet e la sua Chant de Linos, scritta nel 1944, sotto l’influenza di grandi geni visionari quali Breton, Dali’, Picasso, in cui si avverte la drammaticita’ di Guernica ed il tuono dei primi razzi capaci di uscire dall’atmsofera. Jolivet, definito musicista precursore del nuovo umanesimo, parla infatti esplicitamente di utilizzare la musica per avvicinare l’uomo al Cosmo… Il percorso musicale inanella una magia dietro l’altra… Undine, di Reineke, Paola Devoti con la sua stupenda e stupefacente Dreaming Land, per proseguire con il sogno lunare di Howard Buss, e per finire con John Williams, “Across the Stars”, uno dei temi principali di Star Wars,che finalmente ci porta nel luogo da cui siamo partiti, lo spazio, con la Norma di Bellini, che invoca la Luna.

Qui potete trovare i link a tutte le riprese video della conferenza.

Adriano V. Autino, 08 Novembre 2015

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Posted by ADRIANO AUTINO in Blog, Blog, News
Migrazione ed espansione – i Terrestri in cerca di altri mondi

Migrazione ed espansione – i Terrestri in cerca di altri mondi

Come sempre evito di commentare a caldo, sull’onda emotiva di immagini giornalistiche. Lo so, in questo modo rinuncio ad inserirmi nei canali di visibilità che si aprono in questi casi, ma lo faccio per precisa scelta etica: non intendo in alcun modo confondermi con chi approfitta della morte di bambini innocenti per guadagnare visibilità. Tanto le mie riflessioni guardano ad un orizzonte più alto e più ampio, che una settimana in più o in meno non può inficiare.

Nella discussione che si è giustamente, e tardivamente, innescata sull’esodo biblico dei popoli mediorentali massacrati dalle guerre e dall’ISIS, non pretendo di essere neutrale ed al di sopra. Ci mancherebbe altro: non potrei più definirmi umanista, se lo facessi. Quindi dichiaro subito che sono per una concezione del mondo aperto, accogliente e libero, in tutte le sue accezioni e direzioni, in entrata, in uscita, e soprattutto verso l’alto, attraverso l’interfaccia tra la nostra terra ed il cosmo. Plaudo quindi non solo alla posizione del governo tedesco, probabilmente dettata non dal solo umanitarismo, ma anche e molto di più alla decisione di quei cittadini tedeschi che hanno messo in macchina regali ed aiuti, e sono andati ad accogliere i profughi. Questa è decisamente l’Europa che mi piace. Ma è già stato detto da molti, e non intendo sciupare il vostro tempo per ripetere cose già lette e sentite.

Il punto è un altro. Non si tratta infatti tanto di decidere se aprire o chiudere ai profughi, perchè sarebbe come cercare di arginare uno tsunami a mani nude. Il punto vero è: cosa facciamo, intanto che accogliamo i profughi (cosa che auspico), oppure li chiudiamo fuori? Mi spiego meglio. Coloro che vogliono erigere i muri speculano sulla paura di alcuni effetti potenzialmente negativi dell’immigrazione di massa. Alcuni di questi effetti non li si può comunque negare. Tuttavia io sostengo che tali effetti sarebbero gli stessi anche in caso di chiusura. Ciò che li provoca non è, infatti, l’effettivo spostamento dei migranti dai loro disgraziati paesi a questi nostri paesi (finora) un po’ meno disgraziati, bensì le forti maree di possibile involuzione culturale che i vasti fenomeni sociali in atto possono procurare. In altre parole la paura sociale, tanto dei migranti quanto dei residenti nei paesi di destinazione, è il vero agente destabilizzante, che può fare arretrare la coscienza civile di secoli in poche stagioni, tanto di popolazioni “invase” da migranti tanto di popolazioni rinchiuse entro mura neomedievali, sia fisiche che mentali.

Quindi il problema vero è: cosa facciamo noi, cosiddette società avanzate, per mantenere e migliorare il livello culturale e civile faticosamente conquistato durante l’era industriale, grazie ai sacrifici dei nostri padri e nonni, che hanno gettato sangue, sudore, lacrime e sinapsi cerebrali nelle fabbriche, nei campi, nei laboratori di ricerca? So che questo suona forse un po’ retorico e novecentesco, ma vedetelo con gli occhi di oggi. La vera minaccia è che l’avanguardia intellettuale ed imprenditoriale nata dalle rivoluzioni industriali ad un certo punto possa gettare la spugna ed arrendersi di fronte alla marea della violenza, della guerra e della beceraggine neofeudale arrembante a tutti i livelli. Se questo avverrà, il regime proto-nazista dell’ISIS, e tutto ciò che l’ISIS rappresenta, in termini di primitivismo assoluto e di distruzione della civiltà, avrà vinto. Perchè? Perchè la società cosiddetta avanzata non avrà saputo offrire niente ai giovani, lasciandoli così alla deriva, preda delle forze del male e della distruzione.

Ecco perchè la reazione più urgente ed indispensabile, all’ISIS, ed alle maree migratorie che fuggono da quelle regioni — ma non possiamo dimenticare neppure le moltitudini che fuggono da alcuni regimi criminali del Centro America, e premono ai confini degli Stati Uniti — è incrementare in modo esponenziale il nostro sforzo progettuale, puntando in alto, all’espansione dell’androsfera nello spazio. Costruire villaggi sulla Luna, città rotanti di O’Neill nei punti di Lagrange, innescando il nuovo sviluppo industriale libero e pacifico di cui la civiltà ha un disperato bisogno.

Quando lasciamo il nostro corpo fermo ed inattivo per lungo tempo, è molto facile che sopravvenga una malattia. In un contesto sociale culturalmente stagnante si sviluppano malattie sociali e, se il contesto è il mondo globalizzato, le malattie saranno globali. Non sarà l’erezione di muri, destinati ad essere comunque travolti, che guarirà le malattie, anzi: l’aria stantia del mondo chiuso non può che peggiorare le condizioni dei malati. I grandi flussi migratori sono una reazione a grandi malattie sociali: povertà estrema, dittature sanguinarie, burocrazie stagnanti ed abominevoli. La gente si mette in cammino, in cerca di nuovi mondi… Non servirà a niente chiudere le porte e restarcene chiusi a marcire nell’inedia. E, chi credesse di aver fatto abbastanza accogliendo i profughi commetterebbe un errore altrettanto marchiano! Accogliere e rimanere inerti significherebbe rinunciare a qualsiasi progettualità e lasciarci sommergere. È estremamente urgente rimettere in moto il progresso culturale, aprire il mondo, puntare decisamente allo spazio, dotarci di una governance più scientifica ed umanista, e meno corrotta, miope, opportunista e decrescitista nei fatti. E no, Sig. Putin e Sig. Obama, il mondo oggi non capirà perchè mai le “potenze” dovrebbero sentire il bisogno di un confronto militare, innescato con la complicità di utili idioti come il dittatorello ucraino o l’immarcescibile despota siriano! L’unico uso della forza oggi comprensibile e sostenibile è quello per mettere in condizioni di non nuocere i macellai genocidi e distrutturi di civiltà dell’ISIS. Poco importa chi ne abbia fomentato la nascita: adesso c’è ed è una minaccia reale, quindi, please, pajausta, unite gli sforzi e toglietelo di mezzo!

Molto più importante, comunque, è portare la rivoluzione industriale nei paesi delle Primavere Arabe ed in tutti i paesi che aspirano alla democrazia. E qual’è l’unico terreno su cui un nuovo sviluppo industriale può ormai svilupparsi, anche alla luce della recente crisi verticale dei BRICS?  So di ripetermi, ma non sarà mai abbastanza: è il “terreno” extraterrestre! L’industrializzazione dello spazio geo-lunare, , il turismo spaziale, gli spazioporti, i veicoli di trasporto passeggeri nello spazio, l’uso delle materie prime lunari ed asteroidee, la creazione di milioni di nuovi posti di lavoro sia a terra che nello spazio! Il mondo globalizzato di oggi non offre più, ai suoi sette miliardi e mezzo di abitanti, alcuna possibilità di espansione a basso costo: inevitabile quindi che i popoli in cerca di pace, sviluppo e democrazia si orientino alla migrazione. Mentre le nazioni cosiddette avanzate cadono in una spirale senza fine di conflitti sempre più devastanti. L’unica via di espansione possibile è quella verso l’alto, per iniziare a sfruttare le incalcolabili risorse del nostro Sistema Solare. Allora i giovani avranno una prospettiva per cui studiare ed impegnarsi. Ed il futuro tornerà ad esistere, a dispetto dell’ISIS e degli apprendisti stregoni che ne hanno fomentato la nascita.

Adriano V. Autino

Questo articolo e’ anche sul blog di Gravita’ Zero, media partner di Space Renaissance Italia

 

Il 7 Ottobre 2015, al Politecnico di Torino, la conferenza “La nascente industria del volo spaziale civile” discuterà di questi temi.

Il congresso mondiale “Space, Not War!” in preparazione per il 2016, proporrà all’opinione pubblica mondiale l’unica vera alternativa all’involuzione della civiltà costretta entro i confini di un mondo, fisicamente e filosoficamente chiuso.

Questo il Call for papers, ancora in evoluzione, su cui apriremo presto la possibilità di presentare abstract.

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Posted by ADRIANO AUTINO in Blog, News