Spazio Cis-Lunare, una comunità di 1000 persone entro 30 anni

Spazio Cis-Lunare, una comunità di 1000 persone entro 30 anni

“Lo spazio è stato ed è ancora la mia vita. Da quando ebbi la ventura e la fortuna di chiedere la tesi di laurea al prof. Luigi G. Napolitano”. Lo afferma Rino Russo, Direttore Generale di Center For Near Space, dirigente per le tecnologie ed i sistemi spaziali del CIRA per più di vent’anni, cofondatore e presidente della Trans-Tech s.r.l., cofondatore e primo presidente di Space Renaissance Italia (chapter italiano di Space Renaissance International), Vice Presidente dell’Italian Institute for the Future e Direttore Generale del Center for Near Space, una lista lunghissima di pubblicazioni di carattere scientifico e tecnologico. La sua è una vita dedicata allo spazio, o meglio all’espansione civile nello spazio…

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D-ORBIT ha lanciato in orbita il primo satellite spazzino

D-ORBIT ha lanciato in orbita il primo satellite spazzino

D-ORBIT ha lanciato D-Sat, un satellite con la capacità di rimuovere sé stesso dall’orbita, in maniera diretta e controllata, alla fine della missione grazie ad un dispositivo propulsivo integrato. Questa caratteristica innovativa è il fondamento di una nuova generazione di satelliti capaci di limitare la loro presenza in orbita a quanto necessario per completare la loro missione, in modo da prevenire l’accumulo di detriti spaziali. Il lancio è avvenuto questa mattina, venerdì 23 giugno, alle 5:59, dal cosmodromo Indiano Satish Dhawan Space Centre.  Lo ha annunciato Stefano Antonetti, Responsabile Commerciale della D-ORBIT, una società italiana che ha la sua sede operativa a Fino Mornasco in provincia di Como, e altre sedi, di cui una in Portogallo e una negli USA.

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Sette milioni e mezzo  di chili d’oro in orbita

Sette milioni e mezzo di chili d’oro in orbita

A partire dal 1957, si stima che siano stati effettuati 132 lanci orbitali all’anno, il che ci porta ad un totale di circa ottomila lanci. I satelliti censiti da UNOOSA ad agosto 2016 erano 4256, di cui solo 1419 (33%) operativi. Circa 18mila sono i rottami orbitali sufficientemente grandi (più di 10 cm.) da essere tracciati. Circa il 64% degli oggetti tracciabili sono frammenti risultanti da eventi distruttivi, quali esplosioni o collisioni. Esiste inoltre una popolazione molto più grande di detriti impossibili da monitorare in modo operativo. Nello spazio compreso tra l’orbita bassa (LEO, 300 km) e quella geostazionaria (GEO, 36mila km) viaggiano — a velocità orbitale — un numero stimato di 700.000 oggetti di dimensioni superiori a 1 cm e 170 milioni di oggetti di dimensioni superiori a 1 mm.

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